Dolce risveglio (ovvero: Quando non si perdono di vista i veri problemi)
Capita che queste riforme vadano nel più ambito dei filoni italiani: il POPULISMO.
Capita quindi che si finga di ripulire Napoli e tutta la Campania e capita di vantarsene pubblicamente, anche se la Campania e la periferia di Napoli sono sempre il solito immondezzaio a cielo aperto.
Capita che, per migliorare la sicurezza, si decida di mandare l’esercito in strada! Benissimo, ma non era meglio fare concorsi per assumere i 7000 nuovi Carabinieri di cui l’arma avrebbe bisogno per non essere sotto organico?
Capita che si finga di voler andare contro i fannulloni, con tanto di demonizzazione pubblica e in tv. E ovviamente i provvedimenti presi non sfiorano nemmeno i fannulloni veri (leggasi: parlamentari), mentre costringono i lavoratori ad andare a lavorare anche se malati…bene…
Capita che si finga di voler riformare la scuola italiana. Senza dubbio la necessità di una riforma c’è, bene… Ma se la riforma si rivela un semplice taglio di finanziamento? E poi si continua ad andare in tv con una faccia di bronzo grande quanto il colosse a dire: “Si, ci saranno dei tagli, ma i servizi saranno potenziati: più tempo pieno, migliore assistenza agli studenti”
Capita che si creda pure a queste fesserie, e ci sia tantissima gente che le difenda a spada tratta.
Capita che ci si dimentichi dei veri problemi della scuola, come ad esempio l’agibilità delle scuole.
Capita che 10.000 edifici adibiti a scuola in Italia non abbiano il certificato di agibilità statica.
Capita che in Sardegna il 100% degli edifici scolastici non abbia il certificato di agibilità statica.
E capita che in Italia si muoia a scuola, mentre i ministri delle Finanze e dell’ Istruzione giocano a tagliare di quà e di là.
Capita che si creda di stare in un paese moderno, in Italia.

Bondi, cribbio! Venga subito qui!
Eccomi presidente, mi dica.
Certo che l’ho vista, eccola qui!
Ma che dice, cribbio! Calderoli, lei che ne pensa?
Presidente, questa scheda è una porcata!
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